Altavia 1 – day 4

Day 4: From Rifugio Vazzoler to Rifugio Pian de Fontana

5 ago 2015

1+

Il temporale della scorsa notte lascia spazio ad un cielo azzurro e terso quindi zaini in spalla e partiamo in direzione del rifugio Carestiato. Sembra incredibile ma ormai non sentiamo nemmeno più il loro peso, è come se fossero parte di noi.

Rifugio Vazzoler

Rifugio Vazzoler

Sentiero verso il Rifugio Carestiato

Sentiero verso il Rifugio Carestiato

Strani incontri!

Strani incontri!

Rifugio Carestiato

Rifugio Carestiato

Oltrepassato il Passo Duran inizia la parte più impervia dell’Altavia n.1, ci lasciamo alle spalle i sentieri più battuti per imboccare percorsi molto meno frequentati.

Perdendo quota il caldo inizia a farsi sentire e noi cominciamo ad accusare i primi segni di stanchezza.

C’è silenzio, talmente tanto da far zittire anche noi. Quel silenzio che solitamente non siamo abituati ad ascoltare e che qui fa male alle orecchie. Ed è proprio grazie a questo che riusciamo a scoprire quella parte di noi più intrinseca e che normalmente tendiamo a nascondere.
Nel rumore infatti non è possibile percepire i propri reali bisogni. Si è assordati dai desideri indotti, dalle urgenze d’azione e reazione, dalla spinta a riempirsi di contenuti, cose, suoni. A volte è necessario fermarsi perché è il silenzio lo spazio in cui si realizzano i sogni.

Raggiungiamo il Rifugio Pramperet dove abbiamo prenotato per la notte.

… Ma Marti decide che bisogna andare, bisogna subito ripartire altrimenti dai suoi piani non riusciamo a rispettare la tabella di marcia!

Iniziamo una salita da evitare a gambe stanche ma quando raggiungiamo la Cima de Zità, si apre uno degli scenari più incredibili della nostra Altavia, tanto che la fatica scompare.
Restiamo a bocca aperta: ci troviamo davanti il gruppo della Schiara, la Gusela del Vescovà e il Burel.

Risalendo verso la Zima de Zità

Risalendo verso la Zima de Zità

Cima de Zità

Cima de Zità

Van de Zità, vista sul gruppo della Schiara

Van de Zità, vista sul gruppo della Schiara



Siamo circondate da camosci che ci osservano e da marmotte che ci corrono tra le gambe. Finalmente ritorna il sorriso sui nostri visi: ecco la giusta ricompensa.

Ed ora solo discesa per raggiungere l’ultimo rifugio e fare una bella doccia calda…
Ma il nostro sogno si infrange quando il gestore ci indica la fontana come unica acqua a disposizione… gelida!!!

 

Discesa verso il Rifugio Pian de Fontana

Discesa verso il Rifugio Pian de Fontana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *